Τετάρτη, 3 Οκτωβρίου 2012

Il mantello della Sosandra di Emanuele Greco al Premio Biblioteche di Roma




Emanuele Greco ha scritto molti saggi. Ma dopo una vita passata a fare l’ archeologo, che lo ha portato alla Direzione della prestigiosa Scuola Archeologica italiana di Atene, è all’ esordio con un romanzo: «Il mantello della Sosandra» (edito da Tored) è infatti la storia romanzata di un giovane ateniese, venduto come schiavo dopo la disfatta di Atene a Siracusa nel 413 a.C., e che apprende la tragica storia della fine di Sibari, sconfitta e distrutta dal Crotone nel 510 a.C. Ma è soprattutto un atto di amore verso la sua professione e verso noi lettori. Emanuele Greco accompagna il suo protagonista, quasi fisicamente, nella nuova città, Thurii, sorta sulle rovine della vecchia. Qui lo scrittore gli fa incontrare i discendenti di quei Sibariti annientati un secolo prima e scopre le ostilità e le frustrazioni dei vecchi abitanti di fronte agli Ateniesi che hanno rifondato la colonia. Qual è l’ obiettivo di Emanuele Greco? Riscoprire le origini della sua terra, lui che è nato a Taranto e porta la Magna Grecia nel sangue. Restituire corpo, voci e significato alle rovine che ha studiato e accanto alle quali passiamo così spesso inconsapevoli. Raccontandoci la vita e i costumi dei fondatori di una delle civiltà più luminose della storia.


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